Quante volte parlando di crisi Grecia, o del Portogallo, o recentemente dell’Irlanda, abbiamo detto della necessità di grandi piani di austerity necessari per abbattere il pericoloso e crescente rapporto deficit PIL.
Aumenti fiscali, sacrifici per i lavoratori, spostamento in avanti dell’età pensionabile e quant’altro.

Il fatto però è che l’attenzione di tutti si è spostata quasi esclusivamente sul rapporto deficit PIL dimenticando però che c’è anche un altro parametro dove l’Italia eccelle in negativo. Ovviamente sto parlando del ratio debito pubblico/PIL.
Certo. Oggi l’Italia è apparentemente fuori dai cosiddetti PIGS, ma facciamo molta attenzione, le cose rischiano di peggiorare, soprattutto se andiamo a guardare quello che potrebbe succedere al nostro tenore di vita. Il tutto perché l’Italia finora ha beneficiato dell’Euro….ma ora per mettersi a posto dovrebbe svalutare… Ma come fare? Non si può. Da quando si è nell’Euro la tanto cara svalutazione che ci ha consentito di impoverirci nei confronti del mondo, certo, ma che ci ha salvati dal default in più situazioni, più attacchi speculativi vari (ricordate la svalutazione del 1992 contro il Marco Tedesco?) NON è più possibile.
E allora… occorre tagliare il debito. Cosa che al momento non è assolutamente avvenuta, anzi il debito pubblico italiano a luglio di quest’anno è salito rispetto a giugno e ha toccato un nuovo record, a 1.838,296 miliardi di euro. È quanto si legge nei dati contenuti nel supplemento del Bollettino Bankitalia sulla Finanza pubblica.
Capite che in una fase dove il PIL latita, trovarsi con un debito pubblico crescente significa che il ratio debito/PIL non può che lievitare.
E allora, cari lettori, mercoledì prossimo, potrebbe essere il giorno più duro della storia economica recente per l’Italia.
Infatti la Commissione Europea ha deciso di entrare a gamba tesa su quelli che non rispetteranno anche il ratio debito/PIL come previsto del trattato di Maastricht.
Il problema è che Bruxelles vorrebbe un ratio debito/PIL pari al 60%. Oggi noi sfioriamo il doppio (118%) e arrivare a quei livelli è impossibile, se non con un piano di austerity duro e molto lungo.
E se non si raggiungeranno gli obiettivi, multe salatissime (centinaia di milioni di Euro). Certo, verrò imposto un percorso di rientro in più anni, ma se non si muove il PIL (e come fa a muoversi?) non può che esserci un piano di austerity coi controfiocchi.